Albergo Diurno Venezia

Una visita al mitico Albergo Diurno Venezia

Da sempre avevo un ricordo dell’esistenza del suo omologo che era dalle parti del duomo di cui avevo intravisto la scalinata e che per qualche motivo mi ero tenuto dall’entrarci, anche solo per sbirciare un po’… Bene, ieri ho scoperto che è chiuso e demolito dal 2003, quindi ho dovuto recuperare vedendo l’albergo diurno venezia.

Albergo Diurno Venezia

Albergo Diurno Venezia

L’occasione di visita all’albergo albergo diurno venezia era più che unica, in quanto appena restaurato (mi aspettavo qualcosa di meglio ma magari era in condizioni di quasi totale distruzione) e nonostante la mia pigrizia enorme, coadiuvata dall’infinita pazienza di mia moglie, quando sono determinato mi faccio piacere anche una fila interminabile.

Atrio dell'albergo diurno venezia

Atrio dell’albergo diurno venezia

Appena entrati all’albergo diurno venezia si viene subito colpiti da una bellezza ormai appassita che ha accompagnato questa struttura per tanti anni. Il tempo ce la consegna ancora carica di dettagli da scoprire, insieme all’azione impietosa del tempo su alcune sue parti. Purtroppo entra acqua dai lucernari anche se i pavimenti non sembrano soffrirne molto.

Biglietteria

Biglietteria

La suddivisione degli spazi evidenzia rimaneggiamenti successivi in quanto il bancone della biglietteria è sicuramente successivo al 1926, data di apertura dell’albergo diurno venezia. La cosa buffa è vedere quanto può aggiungere decadenza una biglietteria abbandonata a un posto chiuso da così tanto tempo e già così pregno di abbandono e decadenza.

1925 o 1926?

1925 o 1926?

Con l’intensificarsi dei viaggi in treno, coi treni ancora a carbone, e con Milano già centro di commerci e affari, gli uomini e le donne in viaggio potevano avere bisogno di un posto dove pulirsi i vestiti, farsi una doccia, un bagno, farsi un taglio di capelli o una manicure… Questo posto fu costruito per rispondere a un’esigenza nuova e divenne l’albergo diurno venezia.

La costruzione dell’albergo diurno venezia ha coinvolto diverse maestranze tutte orgogliose di aver partecipato, quindi hanno lasciato la propria firma un po’ ovunque, ma con discrezione.

Firma di una maestranza

Firma di una maestranza

Al fondo della visita, mi sono incontrato con un angolo di abbandono che ha un nonsoché di pittoresco, con il fascino di un’antico fasto che si è spento, portato lì chissà da chi e per quale motivo. Una sedia da barbiere a tenere aperta una porta nel punto più lontano dalla bottega del barbiere, per di più di uno stile completamente diverso di quelle presenti a inizio visita.

L'abbandono

L’abbandono

In sostanza sono contento della mia visita all’albergo diurno venezia, forse perché mi ha fatto percepire in un modo molto simpatico un mondo le cui normalità ora ci sembrano stranezze in quanto sono cambiati i bisogni e quindi i comportamenti delle persone. Ora è impensabile di essere obbligati farsi una doccia a destinazione prima di un appuntamento, si arriva comodamente in poco tempo ovunque e al limite, per viaggi proprio lunghi, si arriva la sera prima e si usa un hotel normale.

Alla fine volevo portare all’attenzione anche il punto di vista di un’altra fotografa amatoriale con cui ho avuto il piacere di visitare il posto.

Tre Valli Varesine 2015

Tre Valli Varesine 2015

Varesino dal 1981, ritengo di dovermi un po’ vergognare di averla sempre snobbata ma la Tre Valli Varesine 2015, gara quasi centenaria nella sua stoia, non me la sono voluto perdere.

Partecipazione all'evento sportivo

Partecipazione all’evento sportivo

Forse ho sempre sentito una gran partecipazione agli eventi ciclistici come conformi a un’età ormai più che adulta, come d’altronde la foto sopra dimostra, o forse non mi sono mai interessato granché allo sport in genere se non praticandolo nei ritagli di tempo.

Ora però qualcosa cambia, nel mio piccolo ho avuto un trascorso in cui il mio unico mezzo di trasporto era la bicicletta e questo non mi fermava dall’andare ovunque e soprattutto, volendo comprimere i tempi di trasferimento, pestavo sui pedali abbastanza forte. Le mie uscite con un centinaio di km le ho fatte (non molte a dire il vero) però quanto basta a capire la fatica e l’impegno che ci vuole in questa disciplina.

Vincenzo Nibali su via Sacco

Vincenzo Nibali su via Sacco

Crescendo poi scopri quanto sia uno sport apprezzato e ha iniziato un po’ a conquistarmi e l’occasione di riuscire a ritagliarmi del tempo per ammirare un campione del calibro di Vincenzo Nibali che quest’anno ha vinto i tre grandi giri.

Tra l’altro quest’anno il periodo della Tre Valli Varesine mi ha permesso di prendermi un pomeriggio di relax per godermi il circuito cittadino.

Il gruppo di testa nel circuito cittadino

Il gruppo di testa nel circuito cittadino

Prima mi sono posizionato in via Veratti, sull’esterno della curva per scattare qualche foto ad altezza uomo dei ciclisti intenti a completare la corsa avendo modo di vedere in azione i campioni,

Il gruppo di testa nel circuito cittadino

Il gruppo di testa nel circuito cittadino

dopodiché mi sono spostato in un ufficio gentilmente concesso da un amico, che dava proprio su via Sacco e il traguardo.

Preparativi per la premiazione

Preparativi per la premiazione

I preparativi fervono per l’arrivo dei ciclisti, tutti con una relativa calma.

Miss impazienti per la premiazione

Miss impazienti per la premiazione

Tutto scorre con una certa rapidità tra la partecipazione del pubblico che si infoltisce per l’arrivo

Partecipazione del pubblico

Partecipazione del pubblico

La gente sembra quasi trattenere il fiato negli ultimi istanti della gara. Anche se dopo lo scatto di Nibali si capisce che c’è ben poco da sorprendersi per il risultato della tre valli varesine 2015.

Vittoria di Vincenzo Nibali

Vittoria di Vincenzo Nibali

La vittoria sembra un sollievo, Vincenzo Nibali si controlla alle spalle, rallenta, tira il fiato e alza un braccio in segno di vittoria per la tre valli varesine 2015

Arrivo del gruppo

Arrivo del gruppo

Dopo pochi secondi arriva il resto del gruppo di testa staccato dal campione che non manca di sorprendermi con un gesto che mi ha fatto e mi fa tuttora sorridere riguardando le foto di questa tre valli varesine 2015

Vincenzo Nibali e la bimba

Vincenzo Nibali e la bimba

Lo vedo avvicinarsi al palco con delle movenze molto lente, caute, come se qualcosa impedisse l’incedere… La parte bassa della sua figura è nascosta da chi lo segue verso il podio. Quando si china, compare una bimba che si guarda in giro con aria compiaciuta. Molto molto bello.

I festeggiamenti per la vittoria della tre valli varesine 2015

I festeggiamenti per la vittoria

Come in ogni vittoria che si rispetti, la bottiglia è d’obbligo!

E si torna a casa

E si torna a casa

Stavo per riporre la strumentazione quando un compagno di squadra di Nibali mi ha regalato un sorriso seguito da uno scatto. In sella, valigia con rotelle e si va via!

Eclisse di luna 29 settembre 2015

Eclisse di Luna, una storia vera.

La sera del 27, dopo essere rimasto in contatto tutto il giorno con un mio amico a sua volta interessato all’evento, preso quasi dallo sconforto, lo sento l’ultima volta verso le 21:00 chiedendo se ci fossero novità e se avessimo voluto rischiare di perdere metà della notte per andare incontro alle nubi.

“Andiamo al Gottardo, sembra si stia aprendo”

Ceno in fretta, preparo l’attrezzatura e lo raggiungo a casa sua, 1h e 20 minuti dopo, fortunatamente nella direzione della nostra meta.

L’eclisse di luna non è un evento così raro come ci dicono i giornali, né che ne capiti una nella vita, come si può vedere dalla tabella su wikipedia, nè è garantito che la luna diventi rossa per forza. In realtà il colore della luna dipende molto da cosa transita negli strati atmosferici terrestri che rifrangono la luce che non dovrebbe arrivare sul disco lunare se non ci fosse l’atmosfera.

Eclisse di Luna, 03:05:26

Eclisse di Luna, 03:05:26

Ecco che arrivo a casa del mio amico, mi fa vedere dal computer la proiezione dell’eevoluzione delle nubi di un servizio che non conoscevo nemmeno minimamente e che sembrava molto quelle animazioni che si vedono nei film quando si deve prendere una decisione critica.

Punta un dito sulla mappa. “Ti va il passo della Novena?” “Bello, c’è anche il laghetto, magari riesco a fare il time lapse con il riflesso nell’acqua!”

Eclisse di Luna, 03:25:18

Eclisse di Luna, 03:25:18

Si parte, cerco di rilassarmi mentre vengo portato a destinazione preparandomi un po’ scettico a vedere la prima stella in mezzo al mare di nubi sovrastante. La nostra eclisse di Luna sembrava veramente lontana.

Dopo circa un’ora, dal parabrezza vedo una timida stella comparire e le speranze iniziano a essere più intense.

Eclisse di Luna, 03:42:22

Eclisse di Luna, 03:42:22

Arriviamo al passo della Novena dopo aver salutato diversi cervi e una volpe che ci aspettava al parcheggio e constatiamo subito che per fare le foto con il laghetto ci saremmo giocati le sagome delle montagne nelle foto panoramiche di questa eclisse di Luna.

Iniziamo a preparare la nostra postazione in tutta fretta perché la penombra sarebbe iniziata di lì a una mezz’oretta e quindi non c’era poi così tanto tempo. Purtroppo, con -1°C e nessun adattamento termico degli strumenti, nelle prime foto dovevo mettere a fuoco il mio fidato MTO500/8 di fabbricazione sovietica (c’è scritto MADE in USSR) che mi sta dando più soddisfazioni ora con l’avvento dei dorsi digitali che quando l’avevo comprato utilizzandolo con la pellicola.

Eclisse di Luna, 04:18:01

Eclisse di Luna, 04:18:01

Primo problema: le batterie della mia EOS 20D e della EOS 5D (hanno le stesse batterie) non reggono questo clima e si scaricano alla velocità della luce. Fortunatamente ho portato l’alimentatore con trasformatore da rete elettrica e il mio amico gentilmente mi ha prestato l’inverter e la presa dell’accendisigari.

Prima sorpresa: la batteria della EOS 1100D non fa una piega. Proprio niente, nemmeno la prima tacca di calo fisiologico con il freddo. Proprio nulla. Meno male!

Eclisse di Luna, 04:53:03

Eclisse di Luna, 04:53:03

Queste foto non vogliono avere valenza scientifica né astronomica in quanto per motivi organizzativi (da solo non ci sarei andato a meno che non fosse stato dal balcone di casa) e di rapidità di pianificazione dell’evento ero sprovvisto di montatura motorizzata che mi avrebbe permesso di spingermi oltre 1″ di posa, quindi tenendo bassi gli ISO e guadagnando in definizione. Magari sarebbe stato bello recuperare da qualche parte un rifrattore per non avere l’ostruzione centrale oppure un telescopietto anche solo un 114.

Eclisse di Luna, 05:19:56

Eclisse di Luna, 05:19:56

La testa a sfera del mio treppiede mi ha reso difficile mantenere l’orientamento della luna coerente per tutte le foto e pertanto questa eclisse di Luna nelle mie foto sarà un po’ rotante.

Secondo problema: controllo il time lapse. La lente frontale dell’obiettivo stava iniziando a condensare.

Terzo problema: una bomboletta d’aria compressa che in questi casi è risolutiva era a casa, il mio amico ne aveva un vasto assortimento e le vendo pure in negozio, quindi non era nemmeno di non sapere dove trovarle di domenica pomeriggio, proprio di averci pensato.

Quarto problema: Canon deve spiegarmi perché se manca l’alimentazione alla EOS 20D con il 18-55 f/3.5 – 5.6 IS II quando ritorna anche se l’obiettivo è impostato su messa a fuoco manuale, in realtà si riattiva l’autofocus. E’ bastata l’interruzione di corrente necessaria a accendere il motore della macchina (per evitare di dover spingere finita questa favolosa eclisse di Luna) per riattivare l’autofocus che ovviamente ha mosso la lente frontale e ha spostato il fuoco su un obiettivo senza infinito a fondo corsa e abbastanza buio da dover per forza foceggiare sulla luna. Quindi allineamento andato, spezzo il time lapse in due.

Con la EOS 5D faccio qualche foto di ambiente, niente di che prima che le batterie finiscano del tutto.

Eclisse di Luna, 05:30:59

Eclisse di Luna, 05:30:59

Il mio amico nikonista nel frattempo scatta a più non posso avvalendosi delle attrezzature più sofisticate, facendomi vedere che lui scatta dal cellulare, mica guardando nel mirino, gestisce tutto via wi-fi, mica come me che corro da un treppiede all’altro (scherzo, eh…)

E’ impressionante constatare i passi fatti dalla tecnologia in 4 anni (l’età della mia 1100D) rispetto alla sua attrezzatura nuovissima. Ho visto scattare a mano libera con cielo stellato che nemmeno a occhio quasi quasi si vedeva così bene…

Alla fine però l’obiettivoski russo ha fatto il miracolo…

Eclisse di Luna, 05:50:17

Eclisse di Luna, 05:50:17

Durante la totalità si è alzato un venticello umido da sud che in men che non si dica mi ha brinato la EOS 20D, la EOS 5D ma il mio fido MTO reggeva.

Ultimo problema della serata. Non dico che non mi sarei interessato al fenomeno se non ci fosse stata la possibilità dell’evento che sto per descrivere, ma sicuramente visto che non è la mia prima eclisse di Luna che vedo, il passaggio della ISS alle 06:08 davanti al disco lunare aveva il suo fascino.

“Ho controllato” dice il mio amico “bisogna essere almeno alla latitudine di Bellinzona perché sia possibile vederlo”

“Ok, perfetto”

Ok, magari 1800 metri più in basso ci saremmo riusciti… E’ passata sotto al bordo della luna, nel cono d’ombra della terra… Quindi, nonostante l’abbiamo vista a occhio, il contrasto con il nostro satellite era troppo elevato per poter scattare una foto del genere.

Devo dire che mi sono divertito un mondo con un amico come non facevo da tempo e che il risultato mi ha soddisfatto. Se si salverà qualcosa del time lapse lo pubblicherò a breve.

Eclisse di Luna, 06:09:56

Eclisse di Luna, 06:09:56

Un tram al bacio

Un tram al bacio è un iniziativa che mi ha incuriosito vista qui alla quale ho voluto partecipare.

Un tram al bacio

Un tram al bacio

L’iniziativa “Un tram al bacio” consiste in un giro di circa 1 ora e mezza su una vettura completamente restaurata nel suo splendore originale (qualche modernità c’era nell’impianto elettrico, specialmente negli interruttori sezionali vicino al conducente ma immagino per motivi di sicurezza) con una guida del Touring Club Italiano che racconta peculiarità, storia, architettura e curiosità dei luoghi del percorso.

Da quello che mi è sembrato di capire dai discorsi tra gli organizzatori, un tram al bacio non fa sempre lo stesso percorso perché dipende dal tramviere cosa possa o meno fare in quel frangente.

Il centro, l’arco della pace, i navigli, la cerchia dei bastioni, i tre broletti di Milano, le vie dei mestieri, la darsena, piazza Fontana, con sosta per visita a piedi al Duomo e tanto altro ancora.

Le discussioni su come erano le cose in passato, sul mestiere del Tramviere che assieme a quello del Ghisa erano i mestieri più rispettabili della milano che era… Le soste continue per manovrare gli scambi con l’asticella in dotazione, le dissertazioni su quando c’era la “perteghétta”.

Un tram al bacio è un’iniziativa di un progetto più ampio che purtroppo è legato ad expo. Dico purtroppo perché iniziative del genere dovrebbero essere presenti a prescindere da un’esposizione universale perché la scoperta di ciò che ci circonda, nel quotidiano, è la parte più difficile in quanto posti che si vedono tutti i giorni vengono dati per scontati e spesso si perdono nella memoria degli abitanti tutti i fatti e le curiosità che una guida professionista può farti conoscere.

Insomma, molto interessante anche se sarebbe bello che iniziative del genere ci fossero sempre. Un’unica osservazione. Fosse stata a fine settembre sarei stato più contento visto che nel 1928 non esisteva l’aria condizionata sul tram e con i 34 gradi all’ombra del 23 luglio 2015 il bisogno si sentiva tanto.

Estate, caldo, sole

Estate. C’è chi la aspetta tutto l’anno, io invece aspetto solo il momento in cui si torna costantemente sotto i 26°C. Purtroppo non ce la faccio con il caldo. Sembra assurdo ai più ma a me l’estate non piace. Preferisco di gran lunga l’autunno come stagione perché. da appassionato di fotografia, i colori sono più vivi, esistono situazioni di luce più tenui di un’illuminazione secca che non da tregua, tornano i mezzi toni e torna ad essere possibile giocare con i mezzi toni.

Estate, caldo, sole

Estate, caldo, sole

Questa fotografia risale al giorno 11 giugno 2015 ed è uno di quei momenti da prendere quando arrivano perché 2 minuti prima e due minuti dopo non sarebbe stato più possibile effettuare questo scatto. Estate vuol sicuramente dire giornate più lunghe, più facilità a fare uscite, gite e quant’altro ma per me l’estate è anche quel momento in cui fa caldo, fa caldo, fa caldo e ancora fa caldo. Alle volte solo pensare di fare qualcosa è sconvolgente. Quando arriva settembre torna la voglia di fare, l’energia per girare e soprattutto meno folla nelle località delle gite.

L’estate è la stagione che porta le zanzare, le lunghe notti insonni sperando in un alito d’aria oppure i lunghi giorni doloranti se decidi di dormire con l’aria condizionata accesa.

Non vedo l’ora che il 23 settembre porti con se le foglie gialle, il fresco le giornate più corte, le prime nebbie nelle risaie e gli stormi migratori. Con l’autunno continuerà la frequenza di aggiornamento di questo spazio fiaccata dall’iperlavoro che porta l’ansia di andare al mare e di chiudere tutto.

P.S. ancora 63 giorni e l’estate è finita!

Anghiari, semplicemente incantevole.

Anghiari è una città adagiata su una forte pendenza, ricca di storia e cultura. Non mi soffermerò né sulla battaglia né su notizie storiche e architettoniche ma semplicemente cercherò di riassumere in pochi scatti ciò che della città mi ha colpito.

La discesa di Anghiari

La discesa di Anghiari

Si può arrivare da Anghiari da più direzioni ma ritengo che arrivarci dall’alto (e non perché provengo sempre dalla strada di Catenaia) sia ancor più suggestivo in quanto dalla piana si perderebbe un gioco prospettico che mi piace molto. Dalla cima della discesa al fondo della piana la strada è dritta come un fuso. Questo crea nell’osservatore un senso di stupore e appaga certamente la vista.

Se non siete molto abili alla guida sconsiglio vivamente di percorrere la strada, solo in discesa, ma usare la circonvallazione meno ripida.

La discesa di Anghiari

La discesa di Anghiari

Le foto qui presenti mostrano Anghiari in un momento di stop al traffico. Come si può intuire dall’immagine la strada è molto trafficata. Solitamente si può parcheggiare al bordo strada e quindi è difficile poter passeggiarci liberamente per fare queste foto se non in occasione di feste con mercato come in questo caso per il 25 aprile.

Santa Maria Maddalena

Santa Maria Maddalena

La chiesetta di Santa Maria Maddalena di Anghiari è per me uno di quegli appuntamenti fissi, il link precedente porta a un’altra mia foto, in periodo invernale, con pochissima luce e contiene indicazioni sulla chiesetta. La prima volta che ci sono entrato è stato quasi per caso e non sospettavo che ci fosse una chiesetta così raccolta e antica entrando da quella porta seminascosta lungo le case sulla discesa.

Banca Mutua e galleria Liberty

Banca Mutua e galleria Liberty

Un altro punto fisso delle mie visite ad Anghiari è questo scorcio, ritengo che l’insegna che recita “Banca Mutua Popolare Aretina” sia una piccola opera d’arte anche con la lampada e il suo sostegno ad angolo. Più in là la galleria nel magnifico stile Liberty che sicuramente merita un’occhiata. Purtroppo normalmente è passaggio abituale del traffico automobilistico quindi non è facile perdersi in osservazioni approfondite. Da questo punto, dove c’è una piazza con un bronzo di Garibaldi che guarda Roma, si può accedere al cuore della vecchia Anghiari.

Le vie di Anghiari

Le vie di Anghiari

Passeggiando per Anghiari, tra tutti i saliscendi, non si può che guardarsi in giro, passeggiare con il naso all’insù e godersi lo stile tipico di questa città che conserva il suo antico splendore.

Dopo un po’ di gironzolare per Anghiari, trovo una parata in costume, con tanto di musici e dipendente comunale in giacca del vestito e pantaloni catarifrangenti che gira attorno ai musici scandendo il tempo come fosse il direttore d’orchestra con le dita. Più tardi lo trovo con un panino con la porchetta più grande di lui. Favoloso.

La parata del 25 aprile

La parata del 25 aprile

Rimangono scorci di cui non ho pubblicato foto che forse sono ancora più graziosi di quanto finora presentato. Anghiari merita sicuramente una visita.

Una gita a… Cremona.

Cremona è la città del torrone e dei luitai, abbastanza vicina a Milano per poterci andare in mattinata a fare un giro.

Finalmente in possesso di una DSLR Full Frame, piove, due giorni brutti e poi, sabato mattina, sembra che tutto regga, quindi decidiamo di prendere ed andare in un posto nuovo. La scelta cade su Cremona.

Santuario della B.V. della Misericordia di Castelleone

Santuario della B.V. della Misericordia di Castelleone

Procedendo sulla statale che da Paullo va vero Cremona, si vede una chiesa molto interessante stilisticamente e decido di fermarci a fare qualche foto. Ci troviamo già in provincia di Cremona, a Castelleone e la chiesa merita molto ma ho preferito usarla come sfondo.

Dente di leone

Dente di leone

La tentazione di tornare bambini è forte e giochiamo con un dente di leone…

Raggiunta Cremona arriviamo in pieno mercato che è proprio in centro di fronte alla cattedrale.

Cattedrale di Cremona

Cattedrale di Cremona

La cattedrale di Cremona con la torre campanaria e l’orologio astronomico. Si intravede il battistero. La facciata ricoperta di marmo è graziosa e molto elegante e gli interni sono meritevoli di una visita approfondita.

Interno della cattedrale di CremonaInterno della cattedrale di Cremona

Interno della cattedrale di Cremona

Il sole filtra dalle finestre superiori di uno dei transetti della cattedrale di Cremona. Molto belli gli affreschi e la cattedrale con pianta a croce greca.

Estro creativo

Estro creativo

Concludo con un estro creativo di prospettiva enfatizzata dalla focale corta e dal pieno formato.

Tutte le foto in questo post sono state realizzate con un 20mm e una reflex full frame. La possibilità di usare un formato maggiore permette di contenere le deformazioni delle lenti a parità di area inquadrata. Sì perché le reflex digitali, normalmente, hanno il sensore in formato APS-C che ha un fattore di correzione di 1,6 rispetto al formato 35mm (quello che era della pellicola). Questo permette sì di risparmiare sugli obiettivi (le lenti a formato più piccolo costano di meno) e permette sì di risparmiare sul sensore (più è piccolo il sensore e meno costa) ma al contempo costringe a ridurre le focali esasperando le prospettive delle foto. Ora che ho comprato una reflex full frame, sono contento di essere tornato a un pieno formato e alle solite focali dove il 50mm è il “normale” e non un “medio tele”

Torres del Paine

Il parco nazionale di Torres del Paine è la zona protetta più grande del Cile ed è tra le più importanti aree di interesse naturalistico cilene.

Fa parte della zona climatica della patagonia cilena ed offre a chi passa degli spettacoli notevoli.

Da Puerto Natales al lago Pehohe

Da Puerto Natales al lago Pehoe

Il territorio sembra essere piatto e desolato ma ben presto, lasciata la strada asfaltata, diventa montuoso e più interessante procedendo lungo il nostro tragitto all’interno del parco di Torres del Paine.

Lago Pehoe

Lago Pehoe

Ci viene spiegato dalla guida che il lago è molto esteso e l’acqua è pulitissima. Inoltre impariamo molto presto cosa ha da offrire sempre questo territorio. La Patagonia è bellissima ma ha molto, molto vento da offrire.

Vento

Vento

Riprendiamo il percorso verso l’albergo situato all’interno del parco di Torres del Paine con la strada che si fa sempre più interessante. Il ponte in legno in macchina decisamente mi mancava tra le mie esperienze di viaggio.

Verso Pehoe

Verso Pehoe

Per la cronaca, alla destra del ponte era in costruzione quello nuovo, si scorge qualche pezzo di recinzione arancione del cantiere.

La nostra destinazione non si fa attendere più di tanto e ben presto troviamo un piccolo spiazzo con l’albergo Pehoe.

Hotel Pehoe

Hotel Pehoe

L’hotel Pehoe è ubicato in una posizione meravigliosa ed ineguagliabile per la vista, diretta sul Cierro Torre, complesso montuoso che da il nome al parco di Torres del Paine. Ciò che di questo posto è ineguagliabile è il fatto che, nonostante il tempo grigio, i panorami erano ugualmente emozionanti.

Cuernos del Paine

Cuernos del Paine

Il motivo che rende speciale l’hotel Pehoe è il fatto di essere su un’isoletta all’interno del lago Pehoe, affacciato alle Torres del Paine con un salone da pranzo con ampie vetrate sul lago e le montagne.

Si accede all’albergo solo tramite un ponte pedonale in legno che porta in un posto che sembra sospeso nel nulla.

Accesso all'albergo Pehoe

Accesso all’albergo Pehoe

Dall’albergo parte un sentiero che si allontana poco ma permette di avere già una visione decisamente migliore dei dintorni, rendendosi conto della conformazione dei dintori.

Il lago Pehoe e le Torres del Paine

Il lago Pehoe e le Torres del Paine

In questo frangente facciamo di nuovo incontro con un uccello meraviglioso e maestoso tipico della zona, il Condor. Il Condor delle Ande (Vultur Gryphus) ha un’apertura alare fino a 3,25 mt. La sensazione che sia il padrone indiscusso dell’aria è molto forte. Ci è stato raccontato che è talmente grosso che non riesce a volare quando piove perché se si bagnano le piume si appesantisce troppo. Allora ci si può avvicinare con cautela perché non può volare via.

Il condor delle ande

Il condor delle ande

Quando volteggia è maestoso e si sposta in modo aggraziato nonostante le dimensioni.

Vultur Gryphus

Vultur Gryphus

Le penne delle estremità delle ali che si separano in maniera caratteristica lo rendono riconoscibile a prima vista.

Parco nazionale di Torres del Paine

Parco nazionale di Torres del Paine

La visita al parco di Torres del Paine ci ha riservato molte scoperte, molti panorami e una sensazione di contatto con la natura come raramente oggigiorno si riesce ad avere.

Perito Moreno

Il Perito Moreno

Unico ghiacciaio ai giorni nostri che non si ritira ma si espande. Viene chiamato il gigante bianco e il motivo lo si capisce subito appena lo si vede.

Il Perito Moreno

Il Perito Moreno

A prima vista l’impatto è maestoso, una massa imponente di bianco-azzurro venato da qualche striatura grigia e nera qua e là… Il Perito Moreno è incuneato tra due monti e si getta nel Lago Argentino arrivando a dividerlo in due in quanto lo attraversa e tocca la terra ferma formando una diga di ghiaccio

Incontro con il Perito Moreno

Incontro con il Perito Moreno

Ciò che colpisce di più visitando il Perito Moreno è il silenzio. Avere la fortuna di essere soli a osservarlo pone automaticamente in una situazione mistica di contemplazione delle bellezze del creato. Proprio quando si pensa al silenzio si inizia a sentire la voce del gigante.

Sempre più vicini

Sempre più vicini

Avvicinandosi ci si accorge della montagna di ghiaccio, dell’imponenza, della maestosità e al contempo della delicatezza del ghiacciaio. Alla più piccola variazione di luce, l’azzurro lascia lo spazio al celeste, fino quasi al grigio, i riflessi e le luci si susseguono e danno vita a questa enorme massa bianca.

Il lato basso della diga

Il lato basso della diga

Periodicamente, ogni manciata d’anni, la pressione dell’acqua sul lato sinistro del ghiacciaio diventa sufficiente a far crollare la diga, cioè l’ultima propaggine del Perito Moreno che si congiunge con il lato di terraferma dalla quale è possibile osservarlo. Questo crollo provoca inondazioni in aree di pascolo e di prati.

La voce del Perito Moreno

La voce del Perito Moreno

Il silenzio della zona è rotto solo da rumori di rottura, colpi secchi seguiti dai tonfi dei blocchi di ghiaccio che cadono in acqua. E’ la voce del Perito Moreno, sempre uguale e sempre diversa.

Piccoli iceberg

Piccoli iceberg

Rimanendo qualche giorno in zona, è possibile osservare nel Lago Argentino dei veri e propri iceberg che si staccano dal Perito Moreno e si allontanano sciogliendosi piano piano nel lago. Un’esperienza che emoziona ancora dopo anni nel raccontarla, un paesaggio unico, incontaminato e selvaggio capace di regalare grandissime emozioni.

Urbino

Urbino è il capoluogo della provincia di Pesaro e Urbino ed è arroccata sugli appennini.

Urbino dalla fortezza Albornoz

Urbino dalla fortezza Albornoz

Città ricca di storia e d’arte che vive oggi in un’atmosfera rilassata complice anche la presenza dell’università che fornisce alla città una presenza di gente giovane e dinamica e quindi la rende allegra e gioviale.

Per le vie d'Urbino

Per le vie d’Urbino

Passeggiando per Urbino si percepisce passo a passo che stiamo camminando in un posto con un fervente passato e lo si nota anche da alcuni dettagli.

Linee di fuga

Linee di fuga

La giornata parte lentamente, complice il freddo pungente, ma Urbino si svela da subito in tutta la sua bellezza, con qualche complicazione per la visita dovuta (dichiarato da addetti di altri musei) per lo più a poca organizzazione.

Scorcio della cattedrale

Scorcio della cattedrale

La città di Urbino si visita facilmente a piedi per le sue strade e scalinate che portano il visitatore su e giù a scoprire scorci, dettagli e vedute sempre diverse.

Scorci nascosti

Scorci nascosti

La visita prosegue per la città di Urbino a scoprire i dettagli e cercando di cogliere lo spirito della città che non esita a farci scoprire la sua età e composizione.

Anno Domini 1614

Anno Domini 1614

Su molti palazzi di Urbino è facile vedere una iscrizione che reca l’anno di edificazione aiutandoci a cogliere il modo in cui si è espansa la città e, conoscendo a priori la storia, è facile capire quali personaggi sono legati a quale zona della città.

Il presepe del Brandani

Il presepe del Brandani

Di qui si procede verso l’oratorio di San Giovanni ma lungo il tragitto (in vero molto breve) lo sguardo spazia tra le case permettendo la vista di alcuni scorci interessanti.

Scorcio della Cattedrale

Scorcio della Cattedrale

Una volta ad Urbino è d’obbligo una visita al Palazzo Ducale che ci mostra il suo splendore e una ricca collezione di opere d’arte.

La corte interna del palazzo ducale

La corte interna del palazzo ducale

Altra meta importante, come scritto in precedenza è l’oratorio di San Giovanni che ospita un ciclo pittorico molto importante sulla vita di San Giovanni Battista e nell’abside della cappella una imponente scena di crocefissione. I fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni affrescarono la cappella dell’oratorio donandole un’opera che non si limita alla pittura ma a dettagli in rilievo e inserimento di particolari in argento e altri materiali in grado di riflettere la luce per dare vita alla pittura.

Particolare dell'affresco nell'oratorio di San Giovanni

Particolare dell’affresco nell’oratorio di San Giovanni

Urbino regala emozioni in una visita semplice e non affannosa, purtroppo la scala elicoidale in questo periodo non era visitabile, ma comunque ne è valsa la pena.

Dettaglio sull'altare

Dettaglio sull’altare

In conclusione è stata una giornata piacevole, e se capitate nella zona non mancate di assaggiare il coniglio in porchetta e la crescia sfogliata, due specialità della zona.

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