Il falco, finalmente

Ieri sono dovuto andare in ufficio, in svizzera, quindi ho potuto prendere la macchina fotografica senza rischiare di incorrere in problemi perché a quanto pare attualmente, in Italia, se ho una macchina fotografica con me e scatto qualche foto, la mia attività motoria (camminare) si trasforma in attività ludica.

Ormai è un anno intero che ho una nemesi, un falco, che ha nei suoi territori il campo che confina con il parcheggio del mio ufficio. Questo uccello ha una particolarità, mi odia :-D, ogni volta che ho la reflex con il teleobiettivo montato, non si fa vedere, e sembra anche sapere perfettamente quando non sono in grado di fotografarlo.

Ieri il contadino stava arando il campo e molti uccelli venivano a cercare cibo tra le zolle rovesciate. Tra cui lui.

La foschia mi ha fatto lasciare la reflex in ufficio, errore grave, e l’ho visto sufficientemente vicino. Tempo di recuperare la reflex con il teleobiettivo, sono uscito ed è subito volato via, ma qualche scatto sono riuscito a rubarlo.

Questo falco mi è volato sopra la testa diverse volte, a pochi metri in momenti in cui ero troppo lontano per tornare a prendere la macchina fotografica. Sembra che abbia un sesto senso per questa vicenda.

Prima o poi ci riuscirò

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